mirto

Il Mirto ed il suo olio essenziale

Si è soliti dire che in Sardegna le notti d’estate profumino di Mirto. Il Mirto è il simbolo della giovinezza e della bellezza ma anche di amore e purezza.

Origini del Mirto di Sardegna e non

Era la pianta amica di Venere che, come narra la leggenda, venne incoronata appena uscita dall’acqua. Il mirto è un arbusto e, dal punto di vista botanico, appartiene alla famiglia delle Myrtaceae. Il nome della specie in latino è detta Myrtus Communis. Spesso confuso col Lentischio con cui condivide un’alta concentrazione di Tannini, è la pianta tipica della flora del mediterraneo dove cresce allo stato spontaneo nelle coste rocciose e non calcaree. In Corsica già Teofrasto tra il 4-3 secolo a.c. consigliava le bacche di Mirto come fortificante per lo stomaco.

A cosa serve il mirto e come lo possiamo usare in casa?

La sua azione astringente ed antiemorragica può essere sfruttata in caso di diarrea, leucorrea ed emorroidi. Ha azione stomachica e digestiva. Dalla distillazione in corrente di vapore delle foglie si ottiene l’olio essenziale di mirto, fantastico rimedio con azione antisettica e disinfettante. Il Mirto è balsamico, blandamente antisettico e bechico (calma i sintomi della tosse). I Tannini sono antisettici (antibatterici e antimicotici), antivirali ed hanno azione vasocostrittrice ed astringente. Molto usato negli sciroppi natutali per le affezioni bronchiali quali tosse e catarro, per le sue azioni espettorante ed antitussiva, ma anche antisettica delle vie urinarie.

Decotto di Mirto contro la tosse

Per la tosse di può preparare un decotto di foglie da assumere tre volte al giorno. Oppure, negli adulti, si può aggiungere ad un cucchiaio di miele (anch’esso un ottimo rimedio per la tosse), 1 goccia di Olio essenziale di Mirto da assumere tre volte al giorno.

Leggi anche Il miele come rimedio per la tosse.

Ha un’azione risolvente in caso di psoriasi ed affezioni cutanee anche di tipo squamoso, ottimo in questo caso come Oleolito di mirto. L’oleolito si prepara come l’oleolito di calendula usando sia le bacche che le foglie che le bacche.

Vedi anche: Come preparare l’olio di calendula

Quando si raccoglie il mirto?

Il tempo balsamico o periodo di raccolta delle foglie è durante la fioritura (da marzo a fine luglio). Le bacche invece vengono raccolte a dicembre e gennaio e vengono usate per preparare dolci, marmellate ed il liquore di mirto tipico della Sardegna (rosso con le bacche o bianco con le foglie). Una varietà di liquore al Mirto Bianco può essere prodotto usando le bacche bianche del mirto, un’altra varietà caratterizzata appunto dalle bacche albine.

Acqua degli angeli o idrolato di mirto

L’idrolato di Mirto, in particolare dei fiori, conosciuto anche come acqua degli angeli ha un’azione antossidante, un tempo usata come tonificante ed antirughe. La polvereLe polveri sono particelle solide generalmente eterogenee. S... Leggi delle foglie secche, detta mortine, serviva a curare per le piaghe da decubito così come anche l’idrolato delle foglie. Dioscoride prescriveva il un vino medicato preparato lasciando macerare le foglie nel vino per infezioni polmonari ed infezioni alla vescica ma anche in caso di emorragia. Ha un’azione astringente, ottimo come anti acne, per pelle untuosa, grassa e mista ed i pori dilatati. In questo caso si possono aggiungere 1-2 gocce alla crema abituale.

Come usare il mirto in cucina?

Le bacche sono ottime per insaporire pietanze a base di carne e i rami con le foglie sono ottimi come base per patate al forno e per aromatizzare diversi piatti.

RicettaLa ricetta è l'autorizzazione del medico, in forma scritta... Leggi per preparare il liquore al mirto rosso

Preparare il mirto fatto in casa è molto semplice. Servono:

  • 1 kg di bacche di mirto fresche
  • 1 litro di Alcool tipo Buongusto
  • 1 litro di acqua
  • 500 grammi di zucchero

Preparazione del liquore

In un barattolo a chiusura ermetica si mettono le bacche di mirto e l’alcool e si lasciano macerare per 20 giorni o un mese. Io preferisco venti giorni perchè, a mio avviso, se lo si lascia troppo ha un gusto un pochino tannico legato ai semini che contengono tannini (quelli che legano la bocca per intenderci).

Passato questo tempo, si filtra con un panno. E’ conveniente strizzare anche il panno che contiene le bacche in maniera tale da usare tutto il succo che hanno assorbito le bacche. Molte persone usano un piccolo torchio che consente una spremitura più veloce e meno faticosa. Ma attenzione a non esagerare con la spremitura perchè la rottura dei semi nel torchio rilascia i tannini che rendono il succo leggermente amaro. Si prepara lo sciroppo, lo si lascia raffreddare e si unisce, mescolando, il succo che sarà di un bel colore rosso violaceo. A questo punto lo si può imbottigliare e, dopo aver riposato qualche ora è pronto da bere.

 

Questo articolo è stato utile?

Si No

Scrivi un commento

*

Accetto la memorizzazione dei miei dati.