Un secondo a testa in giù e il singhiozzo non c’è più

Sembra una filastrocca priva di fondamento ma contiene la verità. Quanti di noi , soprattutto i bambini non accusano almeno una volta al giorno il singhiozzo?

Il bambino ci guarda in maniera interrogativa e buffa chiedendosi chi sia mai quello spiritello impertinente che si diverte tanto a scuoterlo.

La causa del singhiozzo è uno spasmo involontario del diaframma, cioè del muscolo situato tra il torace e l’addome .

Tra le cause più probabili la voracità con cui i bimbi mangiano o bevono, lo sbalzo di temperatura, o il più delle volte si tratta di un sintomo psicosomatico. La credenza popolare propone i rimedi più disparati, come bere sette sorsi d’acqua , di cui l’ultimo bevuto con il naso chiuso, non mancano inoltre intrugli a base di alloro, zucchero e limone.

Molti girano per casa disperati buttando aria dentro un sacchetto di carta: insomma si prova di tutto purchè il singulto smetta al più presto.

Lo stratagemma più curioso, ma non meno efficace consisterebbe però nel suggerire al bambino di mettersi comodo sul divano, ma a testa in giù .

Per pochi istanti naturalmente, divertente anche per lui, ma a patto che non inizi a ridere a crepapelle, aumentando ancora di più il singhiozzo. Tale posizione blocca infatti quasi all’istante il singhiozzo , poichè facilita la distensione del diaframma , contribuendo a eliminare la bolla d’aria causa dello spasmo, e permettendo finalmente al bambino di tirare un sospiro di sollievo .

Non meno interessanti gli studi che pongono il singhiozzo tra le più comuni manifestazioni psicosomatiche : per cui il bambino si emoziona, piange, ride o è preoccupato?

Ed ecco che arriva il singhiozzo! In tale contesto sono molto suggestivi i percorsi di Yoga per bambini che attraverso l’attività ludica introducono gli stessi alla disciplina orientale, ponendo particolare attenzione alla tecnica della respirazione, mirando a creare in essi uno stato di benessere utile a superare situazioni di stress e disagio.

L’efficacia della pratica dello yoga nei bambini è spiegata ampiamente negli studi di Antonietta Rozzi ,docente di Pedagogia Yoga della facoltà di Scienze della formazione di Bologna e Bolzano. Allora in questi tempi frenetici un bel singhiozzo può suggerire sicuramente un attimo di relax per la mamma e il suo bambino, per recuperare finalmente l’energia originaria che play station, Nintendo e Wii ingurgitano quotidianamente.

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