Le orchidee della Sardegna, signore dei boschi

Sguardo rivolto verso il basso alla ricerca di queste meravigliose creature dei boschi. Ogni anno da febbraio a maggio-giugno per le campagne della Sardegna si va alla ricerca di splendide creature dalle forme assai curiose, alcune delle quali sembrano api, vespe, calabroni o mosche, altre piccole scimmiette attaccate ad un ramo, sono le orchidee selvatiche che sembrano vivere nel mondo dell’infinitamente piccolo. Sono talmente piccole che si rischia di calpestarle e ogni anno fanno capolino dalla morbida terra.

A fianco agli asfodeli, al lentisco ed agli asparagi, in mezzo alle pietre e al latte di gallina, guardando in basso non è difficile trovarle! Una volta scoperte ci si innamora. La tentazione è quella di tuffarsi a terra per toccarle, osservarle e fotografarleVietato calpestarle, raccoglierle o tagliarle! Le orchidee sono protette, visto la difficoltà nel riprodursi.

Perchè le orchidee Sarde sono protette e come si riproducono.

Le capsule che contengono i semi impiegano tanti mesi per maturare e per potersi riprodurre possono passare perfino sette lunghi anni! Un seme quando cade al suolo per germinare deve entrare in contatto con un particolare fungo per nutrirsi. Il fungo può fagocitare il seme ed il seme può, a sua volta, emettere una sostanza fungicida che ammazza il fungo. Se questo non avviene e le due specie trovano un equilibrio, il seme può germinare, dopo 18 mesi si può ammirare la foglia e passano molti anni prima di vederne la fioritura. L’orchidea convive col fungo in quanto il fungo metabolizza gli amidi per trasformarli in zuccheri di cui si nutre l’orchidea, cosa che questa non riesce a fare. Il fungo in cambio si nutre dell’orchidea.

I loro nomi sono difficili da imparare, Barlia robertiana, Ophris Subfusca, Ophris iricolor, Gennaria Diphylla, Ophrys Lutea. In tutta Italia fioriscono circa 120 specie di cui 60 in Sardegna e , tra queste, 13 sono Endemiche e 7 sono esclusive della Sardegna. Le Ophris hanno il labello con un disegno che richiama api e calabroni.

Uso delle orchidee nella tradizione popolare Sarda.

Nella tradizione popolare si pensava che il tubero radicale delle orchidee avesse poteri afrodisiaci, infatti Teofrasto le chiamò Orchis per la forma testicolare delle radici tuberose. Atzei riporta un utilizzo del tubero delle Orchis  sotto forma di decotto emolliente come anti diarroico infantile. I fiori delle Orchidee e delle rose venivano ricamate sui fazzoletti fioriti del costume delle donne  Sarde a Nuoro tanta è la loro bellezza.

Scrivi la tua opinione, per noi è importante!

 Accetto la memorizzazione dei miei dati.

*

Accetto la memorizzazione dei miei dati.

Tags :