Il Fico d’India, tra storia e leggenda, proprietà ed usi di un frutto antico

A proposito di fico d’india, la leggenda narra che “gli Aztechi individuarono il luogo in cui sarebbe sorto il loro regno quando videro un’aquila appollaiata su un cactus che teneva in bocca un serpente. Da lì avrebbero regnato sul mondo”. La leggenda inoltre vuole che gli Aztechi accolsero i conquistadores con oro, pietre preziose e fico d’india da loro chiamato Nopal. Il Fico d’India è una pianta grassa proveniente dall’America centrale e ormai ampiamente diffusa nell’Italia del Sud, in Sardegna e in Sicilia. I fiori Gialli sbocciano a fine primavera. I frutti sono dolci, succosi e cilindrici e sono avvolti da una buccia talvolta verde, talvolta fucsia tendente al rosso o gialla arancione, spinosa. I frutti si possono raccogliere fino a dicembre.

Proprietà e utilizzi:

In Messico sono parte della cucina tradizionale. Col nome di nopaline, si fanno bollire dopo averle private delle spine e si condiscono con cipolla, aglio o altre spezie e si mangiano nelle piadine, sbollentate ad insalata oppure con uova e gratin di pomodori. Il sapore è simile a quello dell’asparago e del fagiolo verde. Le Pale del fico d’india o Cladodi sono succose e dissetanti. I frutti, se mangiati a colazione hanno un’azione emolliente e rinfrescante, senza esagerare altrimenti restringono con conseguenti dolori alla pancia a causa dell’azione anti diarroica dei semi.

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Il succo vanta proprietà simili alla polpa di aloealoe veraL'aloe è una pianta originaria dei paesi tropicali. Ha un'a... Leggi. Sulla pelle infatti è un rimedio efficace in caso di scottature, gonfiore e arrossamenti vari. Un tempo, per portare a suppurazione le pustole e guarirle, i cladodi venivano tagliati in due parti, arrostiti alla brace e conditi con olio di oliva. Il decotto dei cladodi è usato per fare sciacqui in caso di gengive infiammatePer rendere liscia la pelle del viso, i cladodi venivano frantumati e pestati. La poltiglia col succo si spalmava sul viso con un batuffolo di cotone. A Gonnosfanadiga, in Sardegna, si preparava il sapone bollendo in un pentolone olio, soda e su figu morisca o figga d’India. Inoltre la pala veniva usata come fissante e per accentuare il colore nero dei tessuti e renderli lucidi.

Cosa contiene il fico d’India, proprietà e principi nutritivi:

I frutti sono ricchi di vitamina C, i cladodi sono invece molto ricchi di sostanze mucillaginose e fibre. Queste caratteristiche conferiscono al fico d’india un’azione ipoglicemizzante e anticolesterolemizzante, la prima legata all’assorbimento del glucosio degli alimenti e al controllo della glicemia, la seconda per assorbimento dei sali biliari con conseguente secrezione biliare con utilizzo del colesterolo contenuto nel sangue. Le pectine e le mucillagini agiscono riducendo l’intensità degli stimoli dolorosi nelle coliche e prevengono le ulcere gastriche. I fiori sono usati per preparare tisane diuretiche mentre le gemme pare abbiano azioni antipiretica, antinfiammatoria, analgesica e antispasmodica. Col frutto si preparano inoltre gustose marmellate e la sapa per i dolci tipici sardi.

Il fico d’India fa dimagrire:

L’azione dimagrante del fico d’india si esplica grazie alle fibre e alle mucillaggini.

  • Il Cactus modera l’appetito perchè le fibre, espandendosi, contribuiscono ad avvertire il senso di sazietà e riducono l’assorbimento di zuccheri e grassi.
  • migliora e agevola il transito intestinale combattendo gonfiori e stipsi
  • controlla il picco glicemico, garantendo un minor accumulo di grassi

Dai semi dei frutti si ottiene un olio commestibile con un alto grado di insaturazione, molto ricco di acido linoleico e basso acido linolenico. La medicina popolare, grazie alla sua comprovata azione di inibizione della 5-alfa-reduttasi, ne consiglia il consumo contro l’iperplasia prostatica. In caso di stitichezza causata da scorpacciate di fico d’india la soluzione è quella di bere il decotto di una pala giovane e tenera. Ancora dalla polpa del frutto sbucciata si può ricavare un liquore di media gradazione alcolica.

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