terra diatomacea

Le Diatomee: microalghe da scoprire

Le Diatomee sono alghe microscopiche dalle forme più svariate e anche un po’ bizzarre.
Sono caratterizzate da una sola cellula e appartenenti alla classe delle Bacillariophyceae
che rappresenta una delle più importanti classi di microalghe che vivono sia nell’ambiente
marino che nell’acqua dolce. Svolgono diverse azioni terapeutiche importanti per il nostro organismo.

Origine e habitat delle Diatomee

La comparsa delle Diatomee sul nostro pianeta risale a circa 200 milioni di anni fa. La loro
origine si deve a dei particolari processi evolutivi chiamati ENDOBIOSI in cui si vedono
coinvolti altri tipi cellulari come una cellula eucariotica (cellula evoluta in organuli interni)
e un cianobatterio (alga verde-azzurra). La loro longevità può essere anche associata al
fatto che si adattano bene a diverse condizioni ambientali, permettendone la distribuzione
in diversi ambienti anche molto estremi. Per questo motivo, sono ubiquitarie e risultano
essere presenti nei sistemi acquatici costieri, oceanici, marini, polari, di transizione (foci
fluviali, lagune, prima fascia costiera) e nelle acque dolci. Alcune specie vivono persino nel
fango, nei terreni umidi e su altri organismi vegetali come piante acquatiche, alghe e
perfino muschi.

La struttura e le forme delle Diatomee

Le Diatomee sono costituite da una particolare parete cellulare, chiamata FRUSTULO,
composta principalmente da silice amorfa idrata.
Il FRUSTULO è costituito da due metà dette TECHE che si incastrano l’una nell’altra come
una scatola e il suo coperchio. La teca più grande è chiamata EPITECA e l’altra IPOTECA.
In alcune specie di Diatomee è presente una fessura longitudinale chiamata RAFE invece in
altre specie è presente uno PSEUDORAFE che rappresenta una striscia simile al RAFE ma
alla quale non corrisponde una vera fessura.

Le forme che le Diatomee possono assumere sono diverse e vanno da circolare, ovale,
triangolare o quadrata tipicamente delle specie planctoniche marine (che vivono sospese, a
galla) a ellittica, bastoncellare o a navetta principalmente delle specie bentoniche (che
vivono sul fondo) e colonizzano tutti gli ambienti aquatici. In base alla loro simmetria,
morfologia e alla disposizione delle ornamentazioni del FRUSTULO, le Diatomee si
dividono nei due grandi gruppi: pennate e centriche.

alghe diatomee

Le Diatomee centriche rispetto alle pennate non hanno il RAFE e lo PSEUDORAFE, hanno
numerosi cloroplasti (organuli interni deputati alla fotosintesi clorofilliana). Le Diatomee
pennate, invece, oltre alla possibile presenza del RAFE, hanno solo uno o due cloroplasti.

Importanza ecologica delle Diatomee e la formazione della diatomite

Le Diatomee hanno una grande importanza negli studi sulla qualità delle acque marine e
dolci poiché sono organismi importantissimi sia per la loro grande attività fotosintetica sia
per il supporto nelle catene alimentari.

Dal momento che le Diatomee per la costruzione del FRUSTULO necessitano di silicio, la
loro crescita influenza notevolmente il ciclo del silicio a mare. Accade che alla morte delle
Diatomee, tutti i frustuli cadono nel fondo del mare formando i depositi di silice organica
sul fondo. La stabilità dei frustuli è talmente elevata da costituire dei depositi fossili di
Diatomee. Con il trascorrere del tempo geologico aumenta l’accumulo sul fondo degli
oceani dei frustuli e si forma la diatomite nota anche come farina fossile.

Impieghi della diatomite

La diatomite o farina fossile viene impiegata in diversi ambiti industriali, nella realizzazione
di prodotti farmaceutici, cosmetici, nutraceutici e alimentari specifici. La diatomite per la
sua ricchezza in silice, presente sottoforma di biossido di silicio (circa il 90 %), risulta
rilevante come elemento minerale utile nella crescita delle piante e per questo trova
un’eccellente applicazione in ambito ortofrutticolo. In ambito ambientale, è dimostrata la
sua efficacia nel trattamento di depurazione delle acque da metalli pesanti come il cadmio,
il mercurio e il cromo che risultano la classe maggiore di inquinanti acquatici poiché
conosciuti come agenti tossici e attivatori dei meccanismi di formazione del cancro. Un
ulteriore impiego della diatomite è come antiparassitario, in quanto pare che riesca a
controllare in maniera efficace gli acari, i vermi ma anche le zecche e le pulci dei cani e
dei gatti. La migliore terra diatomacea è quella venduta da Erbavoglio, acquistabile qui.

Le applicazioni delle Diatomee in campo medico

Le Diatomee sono state sperimentate come fonti promettenti di sostanze dotate di
proprietà antibatteriche, antivirali e antitumorali. Contengono diversi tipi di steroli che
possono essere utilizzati nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Gli acidi grassi
polinsaturi a catena lunga presenti, come gli omega 3 e gli omega 6, per l’appunto gli acidi
eicosapentaenoico, docosaesaenoico e arachidonico sono considerati farmacologicamente
importanti e utilizzati per la profilassi e il trattamento terapeutico di infiammazioni
croniche come i reumatismi, le malattie della pelle e l’infiammazione della mucosa del
tratto grastrointestinale. Si ritiene che abbiano un effetto positivo sulle malattie
cardiocircolatorie, sulle malattie cardiache coronariche, sull’aterosclerosi, in casi di
ipertensione, colesterolo e trattamento del cancro.

Quali sono i vantaggi degli utilizzi nell’integrazione alimentare delle Diatomee

Tra i vantaggi più significativi nell’impiego dei preparati microalgali è possibile citare il
fatto che non hanno un odore sgradevole, hanno un rischio di contaminazione chimica da
metalli pesanti minore rispetto agli oli ottenuti dai pesci marini e un migliore potenziale di
purificazione che rendono le Diatomee fonte ottimale di acidi grassi omega 3 e omega 6.

Altro sulle alghe:

Il Kelp o alga Kombu

Dott.ssa Di Pasquale Ilenia

Riferimenti:
Augin I., Kose M., Aslantas R. (2011) – Effect of Diatomite on growth of strawberry – Pak.J.Bot., 43(1): 573-577.
Helden H., Morsy G., Bakr M. (2010) – Diatomite: Its Characterization, Modifications and Applications – Asian Journal of
Materials Science 2(3): 121-136.
Hidebrand M., Davis AK, Smith SR, Traller JC, Abbriano R. (2012) – The place of diatoms in the biofuels industry – Biofuels,
3:221-240.

Siti web consulati:
www.isprambiente.gov.it
www.larousse.fr
www.slideplayer.it

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