L’arte dello spignatto e la cosmesi naturale: Pro e Contro

La cosmesi naturale ecobio è un mondo nuovo che suscita sempre più interesse nella popolazione. Produrre da sè i propri cosmetici e detersivi per la casa sta diventando per molti una passione. Dopo due giorni di lettura attenta e partecipazione ai forum di spignatto su Facebook, l’angolo di Lola, forum di carlitadolce ecc, dopo sei anni passati a seguire ragazzi alle prime armi all’interno dei laboratori universitari e dopo quasi due anni di confronti con le mie affezionate clienti in parafarmacia, ritengo sia necessario riassumere quello che penso riguardo questa nuova “moda” della caccia al cosmeticoSi chiama cosmetico è una sostanza o miscela destinata ad... Leggi naturale e dell’autoproduzione, forse sarò un po’ polemica e riceverò diverse critiche dalle spignattatrici ma pazienza, ben vengano se sono costruttive.

Spignattare fa rima con cucinare ma non è la stessa cosa!

La mia prof di cosmetologia una volta disse che chi ha la passione per la cucina ha anche la passione della produzione dei cosmetici, all’epoca ero scettica perché non cucinavo, ora concordo con lei. Sbrigliare la creatività in cucina o su un bancone di laboratorio è importante se si vuole far bene qualcosa. Tuttavia, come in cucina è necessario abbinare e scegliere con cognizione di causa gli ingredienti, altrettanto è necessario fare con i cosmetici.

Dove nasce tutto

Alla base della produzione di qualsiasi crema, shampoo, bagnoschiuma o in generale di qualsiasi prodotto bifasico (cioè come le spignattatrici sanno, composto da una fase acquosa e una oleosa, ci sono gli emulsionanti, fondamentali per tenere le due fasi insieme. Sono un numero enorme di prodotti chimici con diverse caratteristiche e potenzialità, è difficile se non impossibile conoscerli tutti e saperli usare nel migliore dei modi ma ci tengo a precisare che questi hanno un nome chimico di identificazione diverso da “Cire emulsifiant o nomi commerciali simili”. Giusto leggendo a caso fra i vari prodotti emulsionanti acquistati dalle spignattatrici fai da te ho trovato la cire emulsifiant n°1 di Aroma Zone, di cui non discuto assolutamente la qualità perché non l’ho mai provata. Io sono una chimica e “cire emusifiant” non vuol dir niente per me, ma i nomi inci mi dicono tutto, i componenti chimici della cire n°1 sono: Cetearyl alcohol e polysorbate 60.

Quante produttrici hanno letto questi ingredienti?

Quante si professano fanatiche del eco-bio e hanno verificato la naturalezza del prodotto? Ecco, io spero che tutte abbiano fatto queste semplici operazioni e siano diventate consapevoli del fatto che il polysorbate 60 è un emulsionante CHIMICO che offre grandi prestazioni e non è particolarmente irritante ma non è naturale. A me piace molto ma se devo fare una formulazione tutta naturale non lo uso. Scaglio una lancia a favore di AZ: gli altri emulsionanti sono di origine naturale e, come detto, dò per scontato che siano di ottima qualità.

Vade retro prodotti chimici!

Qualche giorno fa ho visto un’altra perla di incoscienza che non posso non riportare, mi ritengo una persona accomodante che non ama le discussioni ma questa cosa la devo citare perché mi ha fatto accapponare la pelle. Una “stimatissima” blogger ha messo on line un video riguardante una crema lavorata a freddo, naturalmente l’autrice si è professata sostenitrice dell’eco-bio! Vade retro prodotti chimici! Io sempre più incuriosita ho guardato il video per conoscere gli ingredienti usati per la crema. Nella fase acquosa veniva miscelato all’acqua il carbopol ultrez, un altro bellissimo prodotto dalle performance fantastiche ma sempre CHIMICO! I carbopol, carbomer e simili sono dei polimetacrilati, appartengono cioè alla stessa famiglia dell’attack, fortunatamente per la blogger hanno prestazioni e impieghi diversi.

La parola d’ordine è studiare

Quello che , in maniera forse troppo prolissa voglio tentare di far capire a chi vuole produrre cosmetici o a chi compra cosmetici naturali è che è necessario avere un minimo di nozioni per scegliere cosa spalmarsi in faccia. Conoscere le sostanze da utilizzare non è un giochetto e leggere l’INCI è abbastanza difficile, bisogna sapere cosa è nascosto dietro quei nomi complicati, quali sono i tensioattivi, gli emollienti, i gelificanti e così via; obbiettivamente è una jungla di nomi ma se proprio si è appassionati val la pena applicarsi e studiare un po’, magari non dai blog e da you tube ma dai libri seri!

Come iniziare ad approcciarsi alla Cosmetica Naturale Ecobio

In maniera molto sommaria potrei dire che chi vuole approcciarsi alla cosmetica naturale può iniziare con l’individuare nell’INCI i siliconi, i PEG, i carbomer e carbopol e sapere che si ha fra le mani un prodotto non naturale, attenzione: il fatto che non sia naturale non significa che non sia un ottimo prodotto. Meglio un prodotto sintetico ben formulato che un prodotto naturale falso o addirittura formulato da spignattatori della domenica che mettono sostanze a caso tipo il carbopol dell’esempio che ho riportato qualche riga fa.

Occhio alle fregature

L’ultima perla di scienza e incoscienza prima di chiudere questa “invettiva” è questa: un giorno mi è stato proposto l’acquisto di prodotti naturali, era la seconda volta che mi capitava (la prima volta ci sono cascata come un pollo), prima di fare l’acquisto ho cercato di documentarmi e ho trovato l’inci di alcuni dei prodotti presentatimi, ve ne riporto lo stralcio di uno così come riportato sul sito della ditta, ometto gli ingredienti intermedi perché non voglio screditare nessuno: AQUA (…), PARFUM, (…), LATTE D’ASINA (ultimo ingrediente dell’INCI). Ora direi senza temere di sbagliare che anche la più digiuna conoscitrice di INCI sa che i nomi degli ingredienti vanno messi in ordine quantitativo decrescente, e che le percentuali di profumi sono sempre bassissime all’interno delle formulazioni, quindi è facile intuire che il latte d’asina messo dopo i profumi e addirittura all’ultimo posto è presente in quantità irrisorie… se questo shampoo è buono non è per merito del latte d’asina!

Attenzione alla pubblicità del prodotto

Perciò anche se si compra lo shampoo al latte d’asina, all’olio d’oliva o di mandorle, alla rosa mosqueta o a chissachè non è detto che ne contenga quantità tali da avere un effetto benefico sul capello, se poi all’interno ci sono tensioattivi anionici in quantità industriale che fanno una bellissima schiuma così soffice e piacevole…bè siete fregate! Avrei tanti altri esempi che potrei scrivere un libro ma direi che può bastare, perciò spignattate, usate prodotti naturali, scegliete cosa spalmarvi addosso ma fatelo solo perché siete coscienti di cosa state producendo e non perché ve l’ha detto un blogger ignorante il cui unico pregio è di non aver vergogna a pubblicare fesserie in rete e se avete dubbi usate i libri veri quelli scritti da Prof. Gianni Proserpio o anche quelli della Dott. Giulia Penazzi, che è una cosmetologa preparata (con laurea, dottorato e master ma che purtroppo non va su youtube) e che mette le sue conoscenze a disposizione di tutti pubblicando libri semplici e con i quali io ho iniziato a spignattare.

Gianpiera, laureata in CTF, Cosmetologa, titolare di Parafarmacia e dell’azienda cosmetica Jana ‘e Mele.

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