Il Sapone, una storia lunghissima

Quella della Saponeria è una storia lunghissima! Il Re Sole nel 1688 emise un editto per regolamentare la fabbricazione dei saponi in Provenza per assicurarsi che il Sapone in commercio fosse di Qualità.

 Il Medico Galeno fu il primo a consigliarne l’uso come detergente.

In realtà le prime notizie sul sapone le abbiamo grazie a preziosi ritrovamenti in mesopotamia risalenti a 2800 anni fa dove sono state trovati recipienti in terracotta con incisioni di ricette e resti di una sostanza verosimile al sapone.

Forse fu inventato dai Galli che per prepararlo usavano il Sego, la Cenere e la Calce, Plinio riporta che i Galli lo inventarono per lavare i capelli biondi, o forse per tingere i capelli, non è chiaro! In ogni caso egli ne sconsigliava qualunque utilizzo e derideva i Galli e i Germani perchè lo utilizzavano. Questa convinzione cadde appena a Pompei vennero scoperti i resti di una saponeria.

I Romani preferivano usare Creta, Farina di Fave e Soda.

Nel secolo IX Marsiglia, Savona e Genova erano la città del Sapone per eccellenza e là il Sapone si faceva con la Cenere e l’olio, si usava l’acqua di mare per lavare via l’eccesso di Soda dal sapone.

Marsiglia oggi è rimasta celebre per questo e qui il sapone si fa ancora come un tempo. Ad Aleppo, in Siria, un tempo punto di smistamento dei traffici delle spezie tra Oriente ed Occidente, si produce ancora oggi un sapone all’olio di Oliva e di Alloro, il famoso sapone di Aleppo dalle qualità dermatologiche fantastiche ottimo per lenire i disturbi della psoriasi. Ma gli Arabi sono stati i primi ad usare la Soda Caustica per la saponificazione (al soda al kawia). I loro primi detergenti contenevano olio di oliva, di timo e di alloro. Parrebbe siano stati i primi ad inventare il processo che ancora oggi è rimasto invariato. Grazie alle crociate infatti il sapone arrivò in Europa e da lì iniziò la sua fama, una fama che non ha mai fine!

Oggi, tramite “leggi” chimiche standard, ci sono i procedimenti per “scontare la soda” nel caso in cui lo si debba usare per lavarsi il corpo e rendere il sapone più dolce. Diversi metodi si sono susseguiti negli anni cercando di migliorare la qualità del Sapone, il metodo a freddo evita di far bollire per ore gli oli e consente di rendere il sapone qualitativamente migliore. Si aggiungono coloranti, additivi e profumi. Dalla notte dei tempi questa pratica è arrivata fino a noi e il Sapone, che sia solido, liquido, rilavorato, profumato o no, non conosce davvero età!

Se vuoi qualche informazione in più ti consigliamo di leggere:

Tratado practico de Jaboneria Y Perfumeria por Alberto Larbaletrier

Storia del sapone

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