Cosmetici ecobio, cosa sono ed occhio agli ecofurbi!

Attenzione alle etichette dei cosmetici. Non sempre un cosmeticoSi chiama cosmetico è una sostanza o miscela destinata ad... Leggi etichettato come Bio è bio per davvero e la legge non tutela il consumatore. Il servizio di report andato in onda a dicembre del 2014 relativo ai biofurbi pone attenzione su un problema ormai sempre più concreto relativo ai prodotti e cosmetici ecobio

Ma prima facciamo un pò di chiarezza. Cosa vuol dire ecobio? Questa parola deriva dall’unione di ecologico e biologico. Ecologico è un materiale o un prodotto che rispetta l’ambiente ed ha un basso o nullo impatto ambientale. Biologico è qualunque cosa prodotta senza usare sostanze chimiche di sintesi e dannose per l’uomo e l’ambiente e quindi senza sintesi chimica tradizionale. A questi due termini sono strettamente legati altri due concetti; biodegradabile cioè che può essere trasformato da sostanze naturali in composti per nulla inquinanti e biocompatibile cioè tollerato dagli organismi viventi senza arrecargli danno.

C’è da fare una distinzione tra il concetto di cosmetico naturale e cosmetico biologico. La dicitura naturale si riferisce alle caratteristiche degli ingredienti che sono cioè di origine naturale, estratti da piante o derivanti da animali come, per esempio, la cera d’api, oppure privi di fragranze sintetiche. Spesso le fragranze contengono sostanze potenzialmente allergizzanti dette allergeni. Ma anche gli oli essenziali, seppure completamente naturali poiché estratti dalle piante, non sono esenti da potenziali fenomeni allergici. La dicitura Biologico si riferisce alle tecniche usate per la produzione delle materie prime e cioè se queste sono coltivate senza usare pesticidi o sostanze di origine non naturale, in buona sostanza se rispettano particolari regolamenti che variano in ogni paese.

Il marchio BIO è DIVENTATO un trend e, ad oggi, sono tante le aziende che producono cosmetici ecobio come creme ecobio e  prodotti per detersione tra cui shampoo ecobio, che riportano sull’etichetta o nel nome del prodotto la dicitura bio senza che il prodotto sia bio neppure lontanamente. Il motivo di questo potenziale danno nei confronti del consumatore è che, nei cosmetici, la certificazione Bio purtroppo non è obbligatoria, sono le aziende che decidono se metterla o no.

Per questo motivo le aziende produttrici dei cosmetici possono scrivere in etichetta ciò che vogliono giocando, come dice Milena Gabanelli nel servizio sui cosmetici Bio intitolato i Biofurbi, sulla suggestione del nome, per attrarre il consumatore. Il problema è sempre lo stesso: che chi fa veramente prodotti Ecobio si trova a competere con una concorrenza sleale perché, di fatto, ognuno può scrivere sul prodotto quello che vuole.

A marzo 2013 è stato proposto il decreto di legge in parlamento ma pare che ci siano cose più importanti su cui discutere… sarà pur vero ma chi tutela il consumatore?

Un altro problema da sottolineare è legato all’utilizzo sull’etichetta del prodotto di frasi o diciture che possono rivelarsi desuete. Un esempio lampante è rappresentato dal fatto che la dicitura “cosmetico non testato su animali” può essere ormai fuori luogo in quanto, per legge, questi non possono essere più testati sugli animali già dal 2004. A sottolinearlo è Alessandro Pulga, il direttore dell’ ICEA (istituto per la certificazione etica ed ambientale). Ma bisogna comunque dire che i cosmetici naturali o biologici non sono esenti da possibili effetti collaterali dovuti all’evidenziarsi di fenomeni allergici rispetto ai prodotti sintetici. 

Ecco un estratto del servizio di Report

Se volete vedere il servizio integrale: Servizio completo Biofurbi di Report

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