Il lentischio, quante proprietà in un arbusto!

“Il lentisco è una pianta che intriga, seduce e cattura per il profumo resinoso e gli intrecci che è capace di creare sotto di sè, ai piedi dei suoi tronchi che si attorcigliano a formare tortuosi cunicoli in armonia col vento che scuote la macchia mediterranea”. Il lentischio o pistacia lentiscus è un arbusto aromatico sempreverde tipico della macchia mediterranea molto comune e diffuso in Sardegna, in Corsica e in Grecia. Ha un andamento cespuglioso ma spesso può diventare un albero alto fino a quattro metri! Cresce spontaneo e la sua presenza in terreni incolti indica la fertilità del suolo. Da questa caratteristica nasce il famoso detto popolare Sardo secondo cui “terra ‘e chessa, terra trigale, ossia terra di lentischio, terra adatta ai cereali”. La pianta e i frutti sono ricchi di tannini, olio e resina.

Proprietà e usi medici del lentisco tra tradizione e modernità:

Il lentisco era molto usato per aromatizzare liquori e alimenti. Gli antichi romani condivano e insaporivano carne e pesce con i suoi piccoli frutti rossi e neri. Facendo colare la resina che si trova dentro al tronco, si ottiene il famoso mastice o oleoresina che viene ampiamente prodotto nell’isola greca di Chio, precursore del moderno chewing gum. Grazie all’olio essenziale contenuto nel mastice, esso vanta azione sullo stomaco, rinforzante sui denti e gengive e combatte l’helicobacter pilorii.

Proserpio ne suggerisce l’associazione all’olio essenziale di menta per la produzione di dentifrici, saponi e cosmetici che conservano il profumo resinoso.  A causa del suo effetto benefico per il cavo orale (antisettico e purificante naturale dell’alito) veniva adoperato pure come gomma da masticare in quanto capace di fortificare e disinfiammare le gengive, ottimo anche l’infuso delle foglie sa usare come collutorio. Dal mastice si ottiene un liquore tipico prodotto in Grecia, il Mastika con funzioni digestive. La parte interna dei rami ha un’azione cicatrizzante. Un ramo tagliato in due applicato sulla ferita è in grado di accelerare la guarigione grazie alla sua azione emostatica.

L’olio di Lentischio:

Dalle drupe si ottiene un olio leggermente amaro ma ricco di sostanze nutrienti, un tempo era usato dai più poveri come succedaneo dell’olio di oliva, spesso quest’olio veniva fatto bollire con fichi e mollica di pane per renderlo meno amaro.  Ampiamente preparato dalle civiltà nuragiche di cui si conservano i resti nelle vasche di alcuni nuraghiMolto usato in passato per alimentare le lanterne ad olio. Nell’olio di lentischio abbiamo acido palmitico 27%, stearico 13%, oleico 53% e linoleico 7%. In alcune zone della sardegna l’olio ottenuto dalla spremitura delle drupe del lentischio è usato per friggere le frittelle anche chiamate “zeppole” in quanto conferisce alle stesse un sapore molto particolare. Qualcuno ricorda un uso esterno come olio da massaggio in caso di dolori artritici e per il torcicollo. Le foglie sono ricche di tannini per questo in passato erano usate per conciare le pelli. I giovani rametti erano usati come antitraspiranti e antiodoranti  in quanto l’azione astringente dei tannini frenava la sudorazione ed eliminava gli odori sgradevoli anche se ha la tendenza a scurire lievemente a pelle. Se ne facevano inoltre stecchini per pulire i denti. L’olio essenziale ricavato dalle foglie è dotato di attività antimicrobica, antifungina e antiossidante. 

I più curiosi possono vedere in questo filmato la produzione dell’olio di Lentischio:

Un unico accorgimento se si vuole coltivare il Lentisco: è una specie dioica e per fruttificare ci vogliono sia la pianta maschile che quella femminile.