Sentire a pelle e i 5 sensi

Siamo ciò che tocchiamo, sentiamo, gustiamo, odoriamo e vediamo. Dei nostri sensi ne parlava già il grande filosofo greco Aristotele nei suoi scritti. I 5 sensi sono la nostra prolunga sul mondo, la natura ne ha donato in abbondanza affinchè potessimo aprirci su di esso e permettere che il mondo entrasse in noi.

Ma in che ordine si sviluppano i 5 sensi nell’essere umano? E quali sono le loro peculiarità?

Data la complessità dell’argomento basti sapere ad esempio che il primo senso a comparire nell’embrione è il tatto, tra la sesta e la settima settimana circa di gestazione. La prima zona ad essere sensibile è quella intorno alla bocca seguiranno poi le manine, a 20 settimane il futuro nascituro inizia già a ciucciarsi il dito, ad avvertire la sensazione della mano della mamma che accarezza e riscalda il pancione, a cui risponde con vistose giravolte.

Ma come sarebbe la nostra vita senza poter toccare il mondo?

Non soppraviveremo ! Infatti pensando all’evoluzione dell’uomo il tatto risulta essere legato alla sopravivenza : il troppo caldo costringe la mano a ritirarsi prima che si bruci seriamente, cosi come il freddo: sensazioni opposte ma entrambe potenzialmente pericolose per la nostra incolumità.

Nella Tradizione popolare Sarda simbolicamente il toccare protegge.

Infatti in Sardegna ad esempio se si fa un apprezzamento a una persona o animale la persona interessata esige di essere toccata, in tal modo si allontana il malocchio, e addirittura la sua vita è salva! Il tatto è inoltre il ponte che ci consente di relazionarci agli altri, pensiamo alla semplice stretta di mano, il cui significato è quello di iniziare ad accogliere l’altro, farlo entrare nel nostro mondo affettivo . Per il bambino è essenziale stringere la mano della mamma o del babbo per addormentarsi tranquillamente e per affrontare situazioni nuove che altrimenti per lui sarebbero destabilizzanti. La natura in modo magnifico ha però donato tanti sensi perché certa che non tutti li avrebbero posseduti in maniera completa.

Il metodo Malossi, mezzo di comunicazione tattile per i bambini e gli adulti sordo ciechi, cos’è?

Pensando all’importanza del tatto riporto la grandezza del metodo Malossi per i bambini e gli adulti sordo ciechi, meglio conosciuti come i bambini della lega del Filo d’oro. La mano secondo Malossi la si può considerare come una tastiera dove vengono individuate tutte le lettere dell’alfabeto in determinati punti. Basta toccarli o pizzicarli per scrivere parole o frasi con una certa velocità. Indossando dunque un guanto che riporta i punti dove si collocano le lettere possiamo anche noi comunicare ed entrare nel mondo dei bambini e adulti sordo ciechi. Che meraviglia ! Ancora una volta la natura è maestra di vita, abbatte le barriere che soprattutto per paura spesso si elevano tra noi e il diverso da noi. E che dire dell’organo della vista che per noi vedenti costituisce il senso forse più importante? Nel feto è il senso che si sviluppa meno, anche perché è poco utile dentro il pancione. Tuttavia se si pone una fonte di luce esterna sul pancione, come una torcia il feto reagisce mostrando di recepire gli stimoli visivi. Alla nascita il suo angolo visivo è di 20 cm, necessari per riconoscere il viso della mamma e il suo seno fonte di cibo affettivo e materiale. Ma se vogliamo incuriosirci e aprirci un punto di vista nuovo su questo senso è molto interessante seguire una riflessione proposta su web da Mazzucchelli.

Luca Mazzucchelli ( Il cerchio dei sensi: la vista è davvero importante?)

Se abbiamo un attimo di tempo con delicatezza saremmo condotti nel mondo dei non vedenti, che non è un mondo buio, infatti il concetto di buio o luce appartiene solo a noi vedenti.  Leggendo il suo articolo si ha la sensazione di entrare in una camera un po’ in penombra, dove si può udire anche ciò che non parla, cioè i non vedenti si rendono conto se la camera è vuota o colma di mobili e oggetti battendo anche solo le mani, o emettendo un suono, dall’eco della voce ad esempio si capirà se ci sono ostacoli o meno, si udirà poi se qualcuno respira, si sentirà l’odore della persona eventualmente presente. Cosa succede? Quella che all’inizio era una camera buia per noi ora si illumina e acquista identità e col tatto si aprirà del tutto come la pagina chiara di un libro.

La natura come sempre ci meraviglia, passeggiando un po’ fra i nostri cinque sensi l’insegnamento è che a volte si danno per scontate le modalità con le quali ci si rapporta al mondo, forse è il caso di re-imparare a vedere con gli occhi, sentire con le orecchie, annusare con il naso e gustare con la bocca.

Ovvio direte voi? Forse non tanto!